La diagnosi telematica può essere una valida risposta al congelatore negli ospedali periferici privi di Anatomia Patologica. Per tale scopo, nell`ambito del Progetto Telemedicina finanziato dal Ministero della Sanità, è stato sviluppato un sistema di telemicroscopia statica (STeMiSy) da provare tra l`Anatomia patologica di Trento e la Chirurgia di Cles, distanti tra loro oltre 40 chilometri di strada di montagna molto trafficata. Prima di passare però alla fase finale, al fine di verificare eventuali problemi anche organizzativi dell`intero sistema, si è pensato di testare il software e l`hardware definitivo sulla rete ospedaliera del Trentino tra le Anatomie Patologiche di Trento e Rovereto. La prova della durata di circa tre mesi non ha evidenziato sostanziali problemi di rete né di microscopio che guidato remotamente si è sempre dimostrato preciso e affidabile. La qualità e la rapidità di trasmissione delle immagini è buona ed ampiamente sufficiente per gli scopi prefissati. Il non riconoscimento di piccoli particolari, peraltro ininfluenti per la successiva decisione chirurgica, verosimilmente dipende dall`immagine panoramica, la vera mappa per la navigaziione successiva, che è meno dettagliata. L`uso della audioconferenza, utilizzando lo stesso canale di trasmissione, oltre a rallentare sia pur impercettibilmente la trasmissione ha creato qualche problema di interferenza con la stabilità del sistema. L`audioconferenza è stata pertanto per il momento abbandonata ricorrendo, ove necessario al telefono tradizionale. L`uso di immagini macroscopiche dell`intero pezzo operatorio, la responsabilizzazione del chirurgo per il campionamento, una buona preparazione tecnica del vetrino istologico e un po` di esperienza fanno ritenere che non sia indispensabile la presenza del patologo nell`ospedale periferico. Al fine dell`esperienza, si ritiene che la principale e forse unica difficoltà possa essere rappresentata dalla paura del Patologo a formulare una diagnosi telematica a distanza senza essere effettivamente presente, più che non in problemi di tipo tecnologico

La diagnosi intraopertoria telelmatica tra Ospedali in Trentino: prime valutazioni ed ottimizzazione delle procedure

Forti, Stefania;Galvagni, Michele;Demichelis, Francesca
2001

Abstract

La diagnosi telematica può essere una valida risposta al congelatore negli ospedali periferici privi di Anatomia Patologica. Per tale scopo, nell`ambito del Progetto Telemedicina finanziato dal Ministero della Sanità, è stato sviluppato un sistema di telemicroscopia statica (STeMiSy) da provare tra l`Anatomia patologica di Trento e la Chirurgia di Cles, distanti tra loro oltre 40 chilometri di strada di montagna molto trafficata. Prima di passare però alla fase finale, al fine di verificare eventuali problemi anche organizzativi dell`intero sistema, si è pensato di testare il software e l`hardware definitivo sulla rete ospedaliera del Trentino tra le Anatomie Patologiche di Trento e Rovereto. La prova della durata di circa tre mesi non ha evidenziato sostanziali problemi di rete né di microscopio che guidato remotamente si è sempre dimostrato preciso e affidabile. La qualità e la rapidità di trasmissione delle immagini è buona ed ampiamente sufficiente per gli scopi prefissati. Il non riconoscimento di piccoli particolari, peraltro ininfluenti per la successiva decisione chirurgica, verosimilmente dipende dall`immagine panoramica, la vera mappa per la navigaziione successiva, che è meno dettagliata. L`uso della audioconferenza, utilizzando lo stesso canale di trasmissione, oltre a rallentare sia pur impercettibilmente la trasmissione ha creato qualche problema di interferenza con la stabilità del sistema. L`audioconferenza è stata pertanto per il momento abbandonata ricorrendo, ove necessario al telefono tradizionale. L`uso di immagini macroscopiche dell`intero pezzo operatorio, la responsabilizzazione del chirurgo per il campionamento, una buona preparazione tecnica del vetrino istologico e un po` di esperienza fanno ritenere che non sia indispensabile la presenza del patologo nell`ospedale periferico. Al fine dell`esperienza, si ritiene che la principale e forse unica difficoltà possa essere rappresentata dalla paura del Patologo a formulare una diagnosi telematica a distanza senza essere effettivamente presente, più che non in problemi di tipo tecnologico
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