L’articolo analizza il passaggio dalle leggi di Asimov, incentrate sull’obbedienza delle macchine, alle leggi di Kasparov sull’“intelligenza ibrida”. Mentre Asimov si concentrava sulla prevenzione dei danni attraverso vincoli autonomi, Kasparov sottolinea che le migliori prestazioni derivano dall’orchestrazione ottimale di uomo, macchina e processo. Questa prospettiva suggerisce che una combinazione “uomo debole + macchina + processo superiore” possa superare in termini di prestazioni una combinazione “uomo forte + macchina + processo inferiore”. La ricerca clinica sostiene questa ipotesi socio-tecnica. Studi in radiologia indicano che specifici protocolli di collaborazione consentono ai team composti da esseri umani e IA di superare i modelli isolati. In particolare, la ricerca conferma che medici meno esperti, ma integrati in protocolli efficaci, possono raggiungere una maggiore accuratezza rispetto a esperti che utilizzano protocolli inadeguati. Questo quadro concettuale considera l’IA come una componente delle “supermenti” – architetture cognitive collettive che potenziano il processo decisionale plurale. In definitiva, il valore dell’IA è una proprietà emergente del sistema organizzativo. Anziché concentrarsi esclusivamente sull’accuratezza del modello, i progettisti devono creare protocolli di interazione che calibrino la fiducia e prevengano la dequalificazione professionale. L’obiettivo è quello di muoversi verso una sinergia in cui le macchine aiutino i collettivi umani a diventare più intelligenti.

From Asimov’s laws to Kasparov’s laws: artificial intelligence, clinical work, and the design of hybrid intelligence

Federico Cabitza
2026-01-01

Abstract

L’articolo analizza il passaggio dalle leggi di Asimov, incentrate sull’obbedienza delle macchine, alle leggi di Kasparov sull’“intelligenza ibrida”. Mentre Asimov si concentrava sulla prevenzione dei danni attraverso vincoli autonomi, Kasparov sottolinea che le migliori prestazioni derivano dall’orchestrazione ottimale di uomo, macchina e processo. Questa prospettiva suggerisce che una combinazione “uomo debole + macchina + processo superiore” possa superare in termini di prestazioni una combinazione “uomo forte + macchina + processo inferiore”. La ricerca clinica sostiene questa ipotesi socio-tecnica. Studi in radiologia indicano che specifici protocolli di collaborazione consentono ai team composti da esseri umani e IA di superare i modelli isolati. In particolare, la ricerca conferma che medici meno esperti, ma integrati in protocolli efficaci, possono raggiungere una maggiore accuratezza rispetto a esperti che utilizzano protocolli inadeguati. Questo quadro concettuale considera l’IA come una componente delle “supermenti” – architetture cognitive collettive che potenziano il processo decisionale plurale. In definitiva, il valore dell’IA è una proprietà emergente del sistema organizzativo. Anziché concentrarsi esclusivamente sull’accuratezza del modello, i progettisti devono creare protocolli di interazione che calibrino la fiducia e prevengano la dequalificazione professionale. L’obiettivo è quello di muoversi verso una sinergia in cui le macchine aiutino i collettivi umani a diventare più intelligenti.
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