Il saggio è suddiviso in tre parti. Nella prima si spiega perché il modo in cui intendiamo il concetto di ‘postsecolarita’ dipende, in parte, da come interpretiamo gli esiti della ‘secolarizzazione’ (in particolare, gli esiti del dibattito sulla secolarizzazione) e, in parte, da come intendiamo il prefisso ‘post’. Se non interpretiamo l’esito della mito-storia della secolarizzazione come un epilogo, ci si dischiude un panorama teorico ed empirico sfaccettato. In quest’ottica, il ‘post’ di post-secolarità, più che un capovolgimento, indica una riconfigurazione. A essere drasticamente mutato è, in particolare, il modo in cui viene delimitato l’ambito del ‘religioso’ e sono distribuite all’interno della nuova cornice le sue principali componenti: il culto, la spiritualità, la magia, oltre che la distinzione basilare tra il sacro e il profano. In questo contesto la sfida di raccontare la postsecolarità si fa particolarmente complessa. Tuttavia, è una sfida che va raccolta. Il concetto di secolarizzazione, infatti, è una nozione di processo e, come tale, presuppone la narrabilità della realtà che ha la presunzione di catturare. Nella terza parte del saggio, il libro di Marco Zonch, Scritture postsecolari, viene usato come guida per discutere le intersezioni e gli scarti tra un’interpretazione filosofica della postsecolarità e i riflessi della crisi del teorema della secolarizzazione nella letteratura degli ultimi trent’anni.
Secularmaybeness: la sfida filosofica di raccontare la postsecolarità
Costa P.
2026-01-01
Abstract
Il saggio è suddiviso in tre parti. Nella prima si spiega perché il modo in cui intendiamo il concetto di ‘postsecolarita’ dipende, in parte, da come interpretiamo gli esiti della ‘secolarizzazione’ (in particolare, gli esiti del dibattito sulla secolarizzazione) e, in parte, da come intendiamo il prefisso ‘post’. Se non interpretiamo l’esito della mito-storia della secolarizzazione come un epilogo, ci si dischiude un panorama teorico ed empirico sfaccettato. In quest’ottica, il ‘post’ di post-secolarità, più che un capovolgimento, indica una riconfigurazione. A essere drasticamente mutato è, in particolare, il modo in cui viene delimitato l’ambito del ‘religioso’ e sono distribuite all’interno della nuova cornice le sue principali componenti: il culto, la spiritualità, la magia, oltre che la distinzione basilare tra il sacro e il profano. In questo contesto la sfida di raccontare la postsecolarità si fa particolarmente complessa. Tuttavia, è una sfida che va raccolta. Il concetto di secolarizzazione, infatti, è una nozione di processo e, come tale, presuppone la narrabilità della realtà che ha la presunzione di catturare. Nella terza parte del saggio, il libro di Marco Zonch, Scritture postsecolari, viene usato come guida per discutere le intersezioni e gli scarti tra un’interpretazione filosofica della postsecolarità e i riflessi della crisi del teorema della secolarizzazione nella letteratura degli ultimi trent’anni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
