Quali furono i nessi tra religione e politica nella riflessione di Erasmo da Rotterdam in un’età che vide in tutta Europa, tra Lutero e Machiavelli, le Chiese e gli Stati investiti da mutamenti profondi? Al quesito, reso ancor più rilevante da recenti e innovative interpretazioni, sono stati chiamati a rispondere alcuni dei più autorevoli studiosi del grande umanista fiammingo, da Peter G. Bietenholz ad Alexandre Vanautgaerden. I loro contributi qui raccolti pongono quesiti e offrono risposte, tracciano nuovi sentieri di ricerca, suggeriscono ulteriori approfondimenti di quelli già percorsi, indicano prospettive originali, permettendo di cogliere lo spessore teorico, il rigore morale, l’infinito sapere con cui Erasmo seppe affrontare questi due fondamentali aspetti della vita individuale e collettiva. Ecco allora intrecciarsi in queste pagine contributi sulla politica “radicale” di un Erasmo “democratico” e le sue giustificazioni della guerra, l’“eretica ironia” e le autocensure presenti nelle edizioni dell’Istitutio principis, ma anche aspetti inediti della sua fortuna, permettendo di verificare la vitale presenza delle sue idee nel pensiero politico e religioso occidentale.

“Genesi di un discorso politico: un interlocutore sconosciuto di Erasmo”

Rospocher, Massimo
2012

Abstract

Quali furono i nessi tra religione e politica nella riflessione di Erasmo da Rotterdam in un’età che vide in tutta Europa, tra Lutero e Machiavelli, le Chiese e gli Stati investiti da mutamenti profondi? Al quesito, reso ancor più rilevante da recenti e innovative interpretazioni, sono stati chiamati a rispondere alcuni dei più autorevoli studiosi del grande umanista fiammingo, da Peter G. Bietenholz ad Alexandre Vanautgaerden. I loro contributi qui raccolti pongono quesiti e offrono risposte, tracciano nuovi sentieri di ricerca, suggeriscono ulteriori approfondimenti di quelli già percorsi, indicano prospettive originali, permettendo di cogliere lo spessore teorico, il rigore morale, l’infinito sapere con cui Erasmo seppe affrontare questi due fondamentali aspetti della vita individuale e collettiva. Ecco allora intrecciarsi in queste pagine contributi sulla politica “radicale” di un Erasmo “democratico” e le sue giustificazioni della guerra, l’“eretica ironia” e le autocensure presenti nelle edizioni dell’Istitutio principis, ma anche aspetti inediti della sua fortuna, permettendo di verificare la vitale presenza delle sue idee nel pensiero politico e religioso occidentale.
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